Libri






I miei libri | Filippo Guttadauro La Blasca


Narrativa · Memoir · Racconto

I miei libri

Quattro storie nate da mondi diversi, unite dallo stesso filo: la convinzione che ogni vita meriti di essere raccontata.

Oltre il traguardo

Oltre il traguardo

Un padre, un figlio adottivo e la passione per i motori.

📖 Leggi

Il campo e la vita

Il campo e la vita

Due amici, il tennis e una promessa che resiste al tempo.

📖 Leggi

Ci mancava tutto, anche la speranza

Ci mancava tutto, anche la speranza

Dall’Avana all’Italia, la lotta di una madre per ricominciare.

📖 Leggi

3 giugno 1954

3 giugno 1954

Da Misilmeri ad Asti: il racconto di una vita intera.

📖 Leggi

Oltre il traguardo
Ottobre 2026

Racconto · 132 pagine

Oltre il traguardo

Una storia di padri e figli, di cadute e ripartenze

Marco viveva per il motocross, finché una brutta caduta gli ha tolto le gare. Costretto a lasciare le piste, ritrova sé stesso nell’officina di famiglia, dove ripara e trasforma moto con la stessa cura con cui un tempo le guidava.

Al suo fianco c’è Laura, una donna forte che porta dentro il dolore di non poter avere figli. Dopo un lungo percorso fatto di attese, colloqui e speranze, la coppia accoglie Filippo, un bambino di tre anni con una piccola moto di plastica rotta tra le mani. Tra l’odore d’olio dell’officina e le prime corse, Marco gli trasmette la passione per i motori. Ma il giorno della sua prima vittoria, Filippo scopre di essere stato adottato, e deve chiedersi chi è davvero.

Un racconto sulla famiglia che non nasce dal sangue ma dal cuore, e sul coraggio di rialzarsi dopo ogni caduta.

«Il sangue non insegna niente, Filippo. Le cose che sai, quello che sei, le abbiamo costruite insieme, giorno dopo giorno.»

Marco, dal racconto

AdozioneFamigliaMotocross
Padri e figliRinascitaSperanza

📖 Leggi il libro

Oltre il traguardo

Lettura protetta

Il PDF non si apre? Aprilo in una nuova scheda →

Il campo e la vita
Aprile 2026

Romanzo · 140 pagine

Il campo e la vita

Due vite, un campo da tennis, una sola lezione

Due ragazzi si incontrano su un sentiero di montagna, durante un’estate di tennis. Uno cerca sé stesso, l’altro insegue un sogno che sa già quanto costerà. Si fanno una promessa: vinca l’amicizia.

Alex e Matteo crescono su strade diverse — le grotte e il campo da tennis, i nonni di Olmo Gentile e la famiglia di Borgo Priolo, il primo amore e i tornei lontani. Ma il filo che li lega non si spezza. Si allunga, si tende, a volte scompare. Poi torna.

Un romanzo sulla tenacia di chi non molla, sulla generosità silenziosa di chi crede negli altri prima che gli altri credano in sé stessi.

«Il talento è un dono, certo. Ma senza la perseveranza, anche il più brillante rischia di rimanere inespresso.»

— Maestro Manetta, dal libro

AmiciziaTennisRadici
TenaciaFamigliaPiemonte

📖 Leggi il libro

Il campo e la vita

Lettura protetta

Il PDF non si apre? Aprilo in una nuova scheda →

Ci mancava tutto anche la speranza
Racconto

Racconto · Narrativa sociale

Ci mancava tutto,
anche la speranza

Una storia cubana di illusioni, resilienza e riscatto

La storia di Diana, una donna cubana che, spinta dalla speranza di una vita migliore, cade vittima di inganni e disillusioni. Cresce all’Avana in un ambiente povero, circondata dall’amore della nonna e della zia.

Un ingegnere italiano le promette una nuova vita in Italia. Ma una volta arrivata si trova intrappolata in una relazione oppressiva. Dopo molte difficoltà riesce a ricongiungersi con il figlio Ernesto.

Diana, nonostante tutto, trova la forza di ricominciare, sostenuta dalla solidarietà femminile e dall’amore per suo figlio.

«Per me, l’Avana è casa, è storia, è l’anima che mi anima.»

— Diana, dal racconto

MigrazioneMaternitàResilienza
CubaRiscattoSolidarietà

📖 Leggi il libro

Ci mancava tutto, anche la speranza

Lettura protetta

Il PDF non si apre? Aprilo in una nuova scheda →

3 giugno 1954
Aprile 2026

Memoir · Autobiografia · 172 pagine

3 giugno 1954

Avrei dovuto chiamarmi Pietro

In via Nullo, quel giovedì mattina del 3 giugno 1954, dopo ventuno ore di doglie, tutto il vicinato sentì i primi vagiti di Filippo. Suo padre era uscito all’alba convinto di tornare ad abbracciare la sua bambina. Trovò un maschietto.

Da Misilmeri, provincia di Palermo, a sette anni su un treno per Asti. Da lì, una vita intera: gli ascensori, la politica, Milena e il cappottino rosso visto la notte di Natale del 1973, Valerio, le assicurazioni, lo SNA.

Un memoir che tiene insieme il racconto storico di una generazione che credeva di poter cambiare il mondo, e la tenerezza silenziosa di un uomo che chiede scusa a chi ama scrivendo, non parlando.

«Lasciare un ricordo di sé è come continuare a vivere nel tempo.»

— dal libro

«In questo libro c’è la carezza al timido, un abbraccio alla solitudine. C’è una vita intera, vissuta con coerenza e con cuore.»

— Alan Salino, dalla Prefazione

MemoriaFamigliaSicilia
AstiPoliticaAmore

📖 Leggi il libro

3 giugno 1954 — Avrei dovuto chiamarmi Pietro

Lettura protetta

Il PDF non si apre? Aprilo in una nuova scheda →

L’autore

Filippo Guttadauro La Blasca

Ha fatto molte cose nella vita, e non si è mai fermato troppo a lungo su nessuna. Ha cominciato come artigiano, montando e riparando ascensori. Poi ha trovato la sua strada nel mondo delle assicurazioni, dove ha lavorato per anni a fianco degli agenti, difendendone i diritti.

Ha scritto manuali tecnici, articoli di settore, è diventato formatore. Lungo questa strada, quasi di nascosto, ha coltivato la passione per la narrativa.

◆ ◆ ◆

Ricordo la mia generazione, le lotte, le utopie e le conquiste mai realizzate pienamente. Il passato crea le solide fondamenta su cui costruire un avvenire migliore.

— Filippo Guttadauro La Blasca